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Virtuosi della spesa, ecco il GAS

Insieme 45 famiglie per acquisti solidali e biologici

di Giorgia Mazzotti



Rassegna stampa
La farina la comprano da un piccolo coltivatore di Pegognaga che produce grano
con metodi biologici e che lo fa macinare da un mulino poco distante. I
pomodori, la frutta e la verdura fresca, invece, arrivano da una
cooperativa veronese che non usa coloranti né pesticidi. Per i
detersivi si spingono fino in Germania, dove c’è un’azienda che produce
saponi, shampo e detergenti biodegradabili. A fare queste scelte sono
45 famiglie mantovane, unite da un comune obiettivo: sfruttare il
proprio ruolo di consumatori per favorire i produttori rispettosi
dell’ambiente e dei rapporti umani. Queste famiglie fanno parte del
Gruppo di acquisto solidale, più confidenzialmente detto MantoGas. A
coordinare il gruppo è Michele Montresor, dipendente pubblico, con la
moglie Susanna Faccioli, che di mestiere fa la consulente per le
aziende biologiche. Loro raccolgono gli
ordini, li spediscono ai produttori e poi ognuno va da loro e si porta
a casa le sue damigiane di vino, i pacchi di pasta e le casse di
pomodori.
Perché lo fanno? «Volevamo utilizzare prodotti
biologici con maggiore continuità e regolarità - spiega Montresor - ma
i costi molto elevati erano proibitivi per una scelta duratura.
Attraverso il gruppo d’acquisto, invece, riusciamo ad abbattere i
prezzi rivolgendoci direttamente al produttore». E i costi di trasporto
chi se li accolla? «Per acquisti superiori ai mille euro non viene
fatta pagare alcuna spesa aggiuntiva e la consegna la fa direttamente
il produttore a casa di uno di noi. Poi ognuno ritira la sua merce e
paga la sua quota senza alcun ricarico». Dal momento che il MantoGas è
un gruppo informale non deve sostenere i costi di registrazione o di
tenuta dei registri che avrebbe, ad esempio, un’associazione o una
cooperativa. Allora basta che ognuno paghi quello che compra per
saldare la fattura del produttore e portarsi a casa formaggio,
marmellate e carne prodotte con metodi biologici senza spendere cifre
irraggiungibili e nel pieno rispetto della legislazione vigente.
È
così che è cominciata l’esperienza degli ordini collettivi. Era l’ormai
lontano 1990 e l’idea è venuta a tre o quattro famiglie che ruotavano
attorno alla comunità di recupero di San Martino Gusnago, nel comune di
Ceresara.
«Tra i nostri punti di riferimento - continua Montresor
- c’era l’esperienza dei Bilanci di giustizia e del gruppo veronese dei
Beati costruttori di pace. Volevamo incidere nel nostro piccolo sul
grande sistema della produzione, per favorire sistemi più equi che
fossero rispettosi dei diritti e della dignità delle persone e che non
portassero a un deterioramento dell’ambiente».
Michele e Susanna
hanno due figli che con questi prodotti sono cresciuti. «Sì - dice lui
- per noi essere genitori significa anche pensare di lasciare ai nostri
figli un mondo migliore dove possano continuare a vivere loro e poi i
loro figli».

Questa idea a poco a poco si è diffusa tra un numero sempre maggiore
di persone. Le quattro famiglie che hanno creato il Gas nel 1990 sono
diventate 25 dopo dieci anni. Nell’ultimo quadriennio c’è stato il
boom. Spiega Montresor: «I mass media hanno dato più spazio a questo
tipo di informazioni e poi con la diffusione di Internet è diventato
molto più facile comunicare, ad esempio attraverso la rete di
Lilliput». Così le 28 famiglie che aderivano a Gas nel 2001 sono
diventate 35 nel 2003 e quest’anno sono ulteriormente lievitate a 45.
«E non manca settimana - racconta Montresor - senza che qualcuno mi
contatti per chiedermi maggiori informazioni e magari manifestando
l’intenzione di iscriversi al gruppo».
Gestire una rete così ampia
di richieste è diventato più impegnativo. Il costo delle telefonate e
il tempo che si dedica a questa attività vengono messi sempre a
disposizione a titolo di volontariato, perché nessuno lo fa per
mestiere. Per continuare ad andare avanti, dunque, il Gruppo di
acquisto solidale
ha deciso di dividersi un po’ i compiti. Grazie alla velocità di
contatti resa possibile dal computer ora ci sono quattro diversi
referenti che ricevono direttamente via mail gli ordini e procedono
agli acquisti: uno si occupa della pasta, un altro dei detersivi, uno
della carne e un altro dei prodotti di tipologie diverse da queste.

«Certamente il computer è un mezzo più impersonale - commenta ridendo
Montresor - perché prima mi arrivavao fogli scritti a mano e altri a
macchina, e poi c’era chi me li spediva per posta, chi li mandava via
fax e chi li portava personalmente a mano. Però bisogna dire che, così,
tutto è più veloce e più pratico da gestire».
Ma chi sono le
famiglie che fanno parte del gruppo di acquisto solidale e dove
abitano? «Ci sono persone che fanno i lavori più svariati - conclude
Montresor - perché si va dal medico all’insegnante, dal dirigente
all’operaio. Da soli non saremmo riusciti a fare uno spostamento
rilevante della nostra forza d’acquisto che tenesse conto dell’uomo,
della natura e delle relazioni interpersonali». Con il Gas, invece, sì.

[Fonte: Gazzetta di Mantova - 13/10/2004]


Pubblicato da marcomunari.it il 13/10/2004
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