placeholder Gruppi di Acquisto Solidale  
spacer ·   Prima pagina   ·   Notizie   ·   Documenti   ·   Gruppi   ·   Links   ·   Da scaricare   ·   F.A.Q.   · spacer
  Venerdì, 19 Ottobre, 2018 - Ciao ospite
 
 

Menu principale
· www.economiasolidale.net

Risorse
· Cosa sono i Gas
· Per la stampa
· Documenti
· Da scaricare
· Video
· Bibliografia

Contatti
· E-mail
· Mailing-list

Altro
· Cerca nel sito

Archivi G.A.S.
· Archivio gruppi
· Archivio produttori autosegnalati

Online
Abbiamo 126 ospiti e 1 iscritto in linea.

Non siete registrati?
Potete farlo con un click qui.


Login
 



 


Registrazione

Recupero pwd smarrita.



EMPOLI (FI), GRUPPO D'ACQUISTO AL CENTRO SOCIALE

Una ventina di famiglie riunite a Empoli in un "gruppo d'acquisto consapevole" che fa riferimento al centro sociale Intifada.



Rassegna stampa

Si chiama “gruppo d’acquisto consapevole”.
Dietro a questo nome un po’ criptico ci sono 50 empolesi che ogni due settimane fanno la spesa direttamente dai produttori.
Comprano olio, vino, carne, pollame, latte, formaggi e salumi.
E anche prodotti per la casa.
Tutto al prezzo a cui la merce sarebbe venduta al grossista, talvolta anche a meno. Il gruppo fa capo al centro sociale Intifada che da quattro anni ha messo in piedi questa organizzazione che funziona e sta raccogliendo sempre più consensi.
Al punto che un gruppo simile è stato creato recentemente anche a Castelfiorentino e altri sono in formazione nel Valdarno.
Il ciclo è semplice e soprattutto corto. Al centro sociale le varie famiglie che fanno parte del gruppo portano le loro ordinazioni.
Ogni due settimane alcuni dei componenti, a turno, fanno il giro dei produttori (una quindicina, sparsi sul territorio, da Certaldo al Montalbano, fino a San Miniato) e portano la merce al centro sociale di Ponte a Elsa, dove i vari acquirenti vanno e caricano in auto la merce ordinata.
Dove sta il guadagno?
In un duplice elemento: «Il primo è la qualità dei prodotti, perchè - come spiega Marco dell’Intifada - non siamo integralisti che pretendiamo solo prodotti biologici, ma chiediamo ai vari produttori di garantirci comunque merce biologicamente corretta».
L’altro elemento è il costo. «Perchè saltiamo i vari passaggi di mercato che fanno saltare in aria i prezzi».
Un terzo lato positivo è quello del produttore: «Molti di essi si sono accorti che la vendita diretta è l’ultima chance che ancora hanno per sopravvivere, visto che si così si sdoganano dal dover collocare tutto il prodotto sul mercato».
«In sostanza - continua Marco - è una iniziativa di un’organizzazione in termini di solidarietà tra persone che vogliono mangiare prodotti genuini senza assoggettarsi al sistema del prezzo imposto oggi dai prodotti di elite, quelli di qualità».
Come detto al momento le persone che fanno parte del gruppo sono una cinquantina e fanno parte di una ventina di famiglie di Empoli e dintorni.
Ma le porte dell’Intifada sono aperte per chi volesse decidere di farne parte o anche solo provare.
L’iniziativa funziona e bene da quattro anni, dai tempi della questione mucca pazza e degli Ogm, «che hanno dimostrato che tutto il settore agroalimentare non è in grado di garantire niente al consumatore».
«Per questo abbiamo deciso di autorganizzarci e effettuare questo aggancio tra consumatori e produttori. E avevamo proposto questo sistema anche ai Comuni del Circondario per le mense pubbliche. In realtà un interesse c’è stato ma poi si è arenato per problemi di appalti».


[Fonte: Il Tirreno - rassegna Bollettino Bio su www.greenplanet.net - 09/11/2004]


Pubblicato da andreas il 09/11/2004
(23402 letture) | Versione stampabile | Invia |


Commenti
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti
Registrati.

 
pixel
Notizie - Gruppi - Istruzioni RSS - Disclaimer

Sito sviluppato con Postnuke, un Software Libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL | Web design by marcomunari.it