placeholder Gruppi di Acquisto Solidale  
spacer ·   Prima pagina   ·   Notizie   ·   Documenti   ·   Gruppi   ·   Links   ·   Da scaricare   ·   F.A.Q.   · spacer
  Giovedý, 13 Dicembre, 2018 - Ciao ospite
 
 

Menu principale
· www.economiasolidale.net

Risorse
· Cosa sono i Gas
· Per la stampa
· Documenti
· Da scaricare
· Video
· Bibliografia

Contatti
· E-mail
· Mailing-list

Altro
· Cerca nel sito

Archivi G.A.S.
· Archivio gruppi
· Archivio produttori autosegnalati

Online
Abbiamo 123 ospiti e 1 iscritto in linea.

Non siete registrati?
Potete farlo con un click qui.


Login
 



 


Registrazione

Recupero pwd smarrita.



La carica dei G.A.S.

Cibi biocaompatibili ed economicità, questi gli obiettivi dei consumatori associati in rete



Rassegna stampa Comprano le carni del Viterbese e scelgono la frutta della Pontina.
Per le verdure invece gli basta arrivare a Maccarese e nella campagna ai bordi della città, soprattutto nella zona nord. Alcuni, più autosufficienti, comprano anche grano e farina.
Preferiscono coltivazioni biologiche, formaggi freschi, frutti e verdure di stagione. A volte si spingono fino a conoscere le aziende produttrici per indagare sui modelli adottati. Consumatori puntigliosi, quelli dei cosiddetti «Gruppi di acquisto solidale».
Consumano, sì. Ma vogliono decidere loro da chi. Puntano a riacquistare (almeno in parte) il potere di decidere. Evitano la catena della distribuzione e di conseguenza risparmiano sulla spesa, dal venti al quaranta per cento a seconda dei prodotti.
Sono ormai circa duecentocinquanta in Italia secondo Greenpeace che oltre a dar vita ad alcuni gruppi di solidarietà in Italia, ha lavorato recentemente ad una campagna informativa sui cibi sicuri, pubblicando in rete anche l'elenco di aziende che, intervistate, hanno risposto di non utilizzare organismi geneticamente modificati (www.greenpeace.it e www.aiab.it) .
Nel Lazio, dove i gruppi di acquisto sono arrivati più recentemente rispetto a regioni come la Lombardia, l'Emilia, la Toscana, prime a sperimentare il metodo della spesa di gruppo dal produttore, sono ormai una dozzina. L'ultimo è nato a luglio.

I «consumatori solidali» del Lazio, come gli altri comunicano solo in rete.
Sul sito principale (www.retegas.org), sono pubblicati i loro indirizzi di posta elettronica, con qualche riferimento del gruppo.
Tra loro ci sono centri sociali specializzati in colture biologiche come il casale del Podere Rosa. «Il primo obiettivo è la sicurezza dei cibi.
Anche in regioni come la Lombardia dove sono nati, i gruppi di acquisto solidale inseguivano un'alimentazione sana, affidabile oltre al tradizionale circuito distributivo. Ora il modello si sta imponendo anche per il risparmio economico», spiega Federica Ferrario di Greenpeace,
responsabile del progetto sulla sicurezza degli alimenti. Il gruppo può permettersi di acquistare a volumi maggiori. In questo modo compra direttamente dai produttori scavalcando supermercati e negozi.
L'unione fa il risparmio: così 15 famiglie sfidano gli aumenti
Si sono messe insieme, attraverso Internet: si riuniscono una volta al mese sulla via Appia. Comprano direttamente dal produttore, senza passare per gli intermediari. Fanno riserve di carne ogni quindici giorni di frutta e verdura due volte alla settimana. In questo modo riescono a spendere dal 20 al 40 % in meno.
La risoluzione è arrivata con il caldo di luglio.
Costituirsi in gruppo per fare una spesa ragionata. Allearsi in estate per sconfiggere i rincari dell'autunno.
Utilizzare le giornate di calma per provvedere alla rapida successione dei pasti invernali, schierando il tempo contro la fretta e il metodo contro il riflesso condizionato del consumo.
L'ultimo «Gruppo di acquisto solidale» è nato a Roma, sulla via Appia, un paio di mesi fa.
Così, semplicemente.
Prima dell'ultimo rapporto Istat sul caro vita e sulla diminuzione del potere d'acquisto degli stipendi. Prima che le unioni dei consumatori producessero le rilevazioni estive che denunciavano città sempre meno svuotate dal ferragosto e impoverite.
Prima delle polemiche ma senza lamenti. La lista dei cibi, uova, formaggi, vino, verdure, si è compilata quasi da sola, al termine di una giornata trascorsa a parlare di aromi negati.
E prezzi impazziti.
Alcuni si conoscevano tra loro, poi si sono aggiunti gli amici, i conoscenti, i corrispondenti via e-mail.
L'idea di una spesa «illuminata» è entrata in circolo rapidamente come l'unica alternativa possibile alla sudditanza nei confronti della distribuzione tradizionale.
E li ha convinti. Ora ciascuno dà il proprio contributo a quest'idea mettendo a disposizione informazioni, un po' del proprio tempo, ciascuno quello che può.
«Eravamo in sei all'inizio, e la cosa che ci premeva di più era trovare un'alternativa ai prodotti sul mercato tradizionale, quelli di cui ignori tutto tranne la confezione», dice Achille Fontana, uno dei fondatori del gruppo.
Fontana è pensionato. In passato ha lavorato per varie aziende e anche ora mantiene qualche consulenza. Ma si lascia il tempo per fare la spesa. Con meno urgenza, con una maggiore programmazione, attraverso delle previsioni, si arriva a risparmiare fino al quaranta per cento, dice.
La prima decisione del gruppo è stata quella di contattare direttamente i produttori.
«Abbiamo un elenco di produzioni locali di carne, verdure, frutta, pasta, legumi. E ora stiamo cominciando ad acquistare anche detersivi e prodotti per la casa» spiega.
Assieme scrivono ai produttori e si fanno fare un'offerta. Se è conveniente accettano e si accordano per la consegna, una volta alla settimana o al mese, a seconda dei prodotti. A giorni arriverà la carne, da un allevatore del viterbese. I legumi invece vengono da un'azienda di Grottarossa che rifornisce anche i negozi biologici. Il caffè e le spezie invece sono di
una ditta della Lombardia dove ha sede l'azienda che li importa. Il grano e la farina, per chi li vuole, vengono dalla zona del reatino, dove Fontana abita e dove qualche volta va per vedere la lavorazione.
Per l'acquisto dei cibi, Fontana, fa semplicemente quello che faceva in azienda: s'informa, valuta l'offerta migliore, poi compra.
Qualche volta lui stesso si cuoce il pane da sé, nella sua casa di Rieti, in un piccolo forno. Dice: «Le scelte sui cibi si fanno con il cuore».
Ma nell'organizzazione del gruppo di acquisto ci ha spremuto anche la ragione. Su frutta, verdura di stagione e legumi, ora, spendono fra il venti e il quaranta in meno rispetto a negozi e supermercati.
Un venti per cento di risparmio anche sulla carne. Circa il trenta sui formaggi. Molto di più, sui detersivi. «Quelli di noi che hanno più tempo, come me, cercano anche di saperne di più su come lavorano le aziende che contattiamo.
Quanto basta per rendersi conto se i dipendenti sono trattati con rispetto, secondo i diritti. Anche questo è un nostro pallino», insiste Fontana.
Quando qualcuno li convince, azzardano qualche progetto: «Siamo quindici famiglie ora, ma abbiamo già avuto contatti con altre, Quanto basta per fare un'offerta a un piccolo produttore: noi compriamo da te zucchine in quantità se tu ci garantisci la qualità».
Lui e gli altri del gruppo si frequentano poco ma condividono abbastanza.
Comunicano attraverso la posta elettronica.
Internet (info@gaos.it) veicola tra loro nozioni preziose su produzioni locali, allevamenti naturali, risorse, regionali. Curioso per loro che inseguono la naturalezza dei prodotti e la corposità del gusto. Eppure internet è utilissimo, facilita la comunicazione rapida tra loro.
Così l'organizzazione sostituisce, almeno in parte, la dipendenza dal supermercato.
La programmazione li rende autosufficienti: «Due volte al mese acquistiamo la carne, mentre per le verdure ci approvvigioniamo due giorni alla settimana. Abbiamo quello che serve, non ci occorre altro. E in questo modo frutta e verdura sono sempre fresche», dice l'ex dirigente d'azienda convertito alla natura.

L'informazione batte la spesa. La ragione, il consumo.

[Fonte: Corriere della Sera - 30/08/2004]


Pubblicato da marcomunari.it il 30/08/2004
(33246 letture) | Versione stampabile | Invia |


Commenti
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti
Registrati.

 
pixel
Notizie - Gruppi - Istruzioni RSS - Disclaimer

Sito sviluppato con Postnuke, un Software Libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL | Web design by marcomunari.it