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Col GAS compro meglio e risparmio

Consumano, ma vogliono decidere loro da chi, e spesso vanno di persona a conoscere il contadino o l'azienda per verificare ?in diretta? il sistema di produzione.



Rassegna stampa
Preferiscono coltivazioni biologiche, formaggi freschi, frutta e verdure di stagione.
Consumano, ma vogliono decidere loro da chi, e spesso vanno di persona a conoscere il contadino o l'azienda per verificare "in diretta" il sistema di produzione.
Evitano i passaggi della distribuzione, di conseguenza risparmiano sul costo sulla spesa che fanno in gruppo.



Sono i "Gas", sigla che denota i Gruppi di acquisto solidale, persone che decidono di aggregarsi per consumare in modo ragionato.
Sono sette nelle Marche, ma il loro numero è destinato a crescere: l'ottavo Gas marchigiano è pronto a costituirsi a Pesaro, dove è già attiva una prima organizzazione di consumatori autogestisti, che si andrà ad aggiungere a quelli di Fano, Pergola, Urbino, Ancona, Osimo e Senigallia.

Ma perché sempre più persone sui affidano a questo relativamente nuovo stile di consumo? E perché ha tanto successo?
A spiegarlo è Alessandro Panaroni, 33 anni, insegnante di chimica e coordinatore del primo Gas pesarese ( info: saltafossi@live.it ).
"I Gruppi Solidali sono l'unica alternativa alla distribuzione tradizionale.
_ spiega Panaroni_ Vi fanno parte persone di varia estrazione, età e censo, unite da una base comune: l'idea di scegliere prodotti controllati direttamente dai membri del gruppo, eco-sostenibili e frutto del lavoro di micro-produttori e persone svantaggiate, convenienti nel prezzo perché l'acquisto è senza intermediari".

Nati prima delle polemiche sul caro-euro, i Gas sono cresciuti negli anni sviluppando una propria modalità di approvvigionamento: "Noi ci siamo organizzati
così: ogni membro ha portato il proprio contributo, mettendo a disposizione le proprie informazioni e un po' di tempo libero -racconta Panaroni - Poi, ciascun referente ha creato un contatto con i produttori, preferibilmente quelli in loco che andiamo anche a visitare: ha fissato prezzo, quantitativo, modalità di consegna e fatto un unico ordine per tutti. A volte il percorso è inverso e sono gli stessi micro-produttori a chiedere di entrare nel Gas, creando un circuito di auto-consumo. In tutti i casi la ricerca è collegiale e segue i gusti del Gruppo, che si riunisce in media una volta ogni quindici-venti giorni al mese per rifare la lista della spesa".
Il risparmio non è l'unico requisito richiesto ai produttori di cui si verifica il rispetto delle risorse naturali e delle persone che le hanno trasformate.

"Spesso, comunque, si finisce per spendere meno -racconta il professore -Ad esempio, nei cosmetici e nei prodotti per l'igiene personale risparmiamo fino al 70%; i formaggi arrivano a 10-12 euro al chilo, come nel negozio, anche se i nostri sono sempre di alta qualità; il latte di capra lo paghiamo il 40% di meno".

Anche i sistemi di consegna sono vari: c'è chi fa arrivare la merce in piccoli magazzini o nel garage di casa, la divide e chiede via mail agli aderenti di andarsela a prendere; oppure è il contadino stesso che chiama quando la merce è pronta.



"Coordinarsi non è facile, soprattutto quando si arriva a riunire quasi 100 famiglie più un numero imprecisato di persone che consumano saltuariamente
- ragiona Panaroni -. All'inizio eravamo meno di una decina e l'unica cosa che ci premeva era trovare un'alternativa ai prodotti tradizionali: poi si sono aggiunti gli amici, i conoscenti, i corrispondenti via mail. Ai nuovi arrivati però spieghiamo che non bisogna pensare al Gas come ad un negozio, ma ad una filosofia di consumo che mira a conoscere meglio ciò che finisce nel nostro piatto e privilegia le relazioni interpersonali".

Il prossimo traguardo dei Gas di Pesaro è quello di stipulare contratti collettivi anche nei servizi: "Per il telefono stiamo ragionando con la Live-Com di Padova, una società che inserisce persone svantaggiate. E abbiamo altri contatti con la Banca Etica per il gas, con il Consorzio assicurativo equo-solidale e con Exodus, un'agenzia di turismo responsabile. Perché anche le nostre vacanze saranno equo-solidali".

[Fonte: Il Messagero - 09/01/2005]


Pubblicato da marcomunari.it il 10/01/2005
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