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Cooperativa Lavoro e Non Solo. Associazione Libera (Don Ciotti). Terreni confiscati alla mafia

Corleone. Grano duro, pasta, vino , lenticchie, ceci, fichi d’india, pomodori e mandorle bio

Incontro con Giovanni Cascio (agronomo) e Francesco (responsabile della produzione)

di Stefano Floris



Produttori
Ovvero: “La terra, qua in Sicilia, è a palmo di
mano”.
La cooperativa è una delle tante costituite per la gestione
dei terreni confiscati alla mafia in Sicilia, ma anche nel resto d'Italia.
Questa gestisce alcuni terreni confiscati a Luciano Liggio, 28 + 26 ettari, ed
altri terreni confiscati a Provenzano e Riina.

La coltivazione del
grano duro avviene secondo i dettami dell’agricoltura bio (ed in alcuni casi ben
al di sotto dei limiti imposti dai protocolli), non sono ancora certificati (in
riconversione), lo saranno il prossimo anno. Il campo di grano duro si
presentava in fase vegetativa ed era accanto ad un altro coltivato secondo i
metodi tradizionali. La differenza tra le due coltivazioni era molto evidente:
le spighe del bio erano molto piu’ basse e di un colore verde chiaro. La
coltivazione non bio risultava piu’ alta di circa 20cm e di colore scuro. La
semina avviene con il metodo della falsa semina che consiste nel preparare il
terreno per la semina, metterlo nelle condizioni migliori per favorire la
germinazione. Le erbacce crescono velocemente e si passa con il Tiller per
rimuoverle e sradicarle. Questa operazione viene ripetuta due o tre volte. Poi
si procede con la semina reale ad alta intensità per aumentare la competizione
con le malerbe. Giovanni ci raccontava che l’ispettore CCPB (uno dei
certificatori Bio in Sicilia) non credeva che questa tecnica potesse portare ad
un così bassa presenza di malerbe nella produzione. Era sospettoso ed ha fatto
fare le analisi sui residui. “E noi siamo contenti che vengono e facciano pure
le analisi” – Giuseppe, fiero di se continua “qua nessuno ci crede che si può
coltivare senza abusare nella chimica”. Il campo è quasi sgombro da malerbe.
Loro non usano l’erpice strigliata per diradare il grano e togliere le erbacce
come fanno altri. Avendo a disposizione ragazzi svantaggiati possono permettersi
di usufruire di manodopera in abbondanza ed utilizzarla per togliere le erbacce
manualmente (“picciotti mentalmente svantaggiati.” così li chiamano abbassando i
toni). Il grano è della specie Ficazzara.

Per la concimazione
utilizzano concimi fogliari a base di amminoacidi e semina e taglio (sovescio)
di neccio e favino a rotazione. In biologico si può fare una sola semina
(l’anno?).

Francesco parla della vite. Il porta innesto per la vite da
vino è un “140 Ruggero”, valido per essere utilizzato su terreni sassosi e
calcarei come questo. L’uva è “Trebbiano” che fa molta produzione in grossi
grappoli (un ettaro produce 500q se il terreno è irrigato e lavorato). Nel 2003
è stata pagata a 400 lire il Kg. Nel terreno asciutto si utilizza il
“Catarrato”, rende meno, ma è piu’ pregiato. La produzione è meno della metà del
“Trebbiano”, 200q per ettaro buono per un prezzo di 500lire al kg nel 2003 base
20 (immagino siano gradi).

La cooperativa lavora da 4 anni. Giovanni,
l’agronomo, collabora da un anno e mezzo prima come obiettore scegliendolo come
servizio civile per 10 mesi. Purtroppo “la terra, qua in Sicilia, è a palmo
di mano
”, per intendere che ogni centimetro di terreno ha caratteristiche
diverse da quello accanto. “Ed i giovani che fanno, tutto il tempo, da queste
parti?”, intervalliamo noi con le solite domande da forestieri nel tragitto in
carro da un appezzamento all’altro, “Aspettando la morte, stanno”, ci
risponde serafico Giovanni.

Francesco ci porta in una valle
splendida, in Terra di Sicilia in primavera piena, che ci inonda di giallo della
colza, di fiori arancione, rosa e viola in piena fioritura e nuvole di api che
raccolgono il nettare. Una Sicilia insolitamente ricca di acqua per le
abbondanti piogge offre la parte più colorata di sé. Il sole già alto fa sentire
il calore imperlandoci la fronte di sudore. Ci mostrano gli esperimenti di
semina della Lenticchia di Villalba e del Cece Cairo seminati a Gennaio che
offrono la loro presenza in piantine timide ed ancora indifese. Hanno
sperimentato tipi di semina diverse, variando le distanze tra una pianta e
l’altra per valutarne la rese ed usare le preziose informazioni per gli anni a
venire. Nessun trattamento per le malerbe che sono tolte a mano. Per la
concimazione quest’anno non l’hanno fatta valutando che il terreno, incolto da
tempo, fosse in buone condizioni.

I mandorli appena innestati
(produrranno fra qualche anno) sono del tipo Pizzillo.

La farina di
Libera e la pasta non viene venduta in Sicilia. Per adesso non ha mercato, così
ci ha spiegato il responsabile dell’Arci, Pascucci, che li ha accompagnati a
Firenze per la manifestazione Terra Futura. La nostra impressione è che però
manchi li una struttura in grado di organizzare la distribuzione del prodotto.
Questo è forse un punto debole della loro organizzazione ancora giovane.
Pensiamo che, sebbene non si tratti di grandi numeri, ci sia uno spazio anche
per questo tipo di prodotti in Sicilia. Suggeriremo ai responsabili che non
tutti i prodotti è conveniente venderli fuori dalla Sicilia quando in altre
regioni sono già presenti (vedi grano in Toscana ed Umbria). E’ chiaro che la
valenza politica di questi prodotti è molto forte e può/deve pure superare anche
le sole logiche di mercato e convenienza di prezzo.

Gli
indirizzi
Corleone. Grano duro, lenticchie, fichi d’india, pomodori
e mandorle
bio.
Cooperativa Lavoro e Non solo
Lavoroenonsolo@iol.it
Agronomo: Giuseppe
Cascio 339/1324894
Presidente: Calogero Parisi:
329/8089075


Pasqua 2004
Ilaria, Massimo e
Stefano
GAS EticaMENTE Scandicci


Pubblicato da marcomunari.it il 29/10/2004
(30520 letture) | Versione stampabile | Invia |


Commenti
cicoboy67
25.04.11, 11:58
Buon giorno, volevo segnalarvi il sito www.ebio.it dove ci si può iscrivere sia come produttori o consumatori il tutto gratuitamente http://www.ebio.it/home/registrati.aspx
Ci si puo' iscrivere anche se non si produce biologico....
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