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ANCHE A MATERA UN GRUPPO D'ACQUISTO



Rassegna stampa

I prezzi sono alle stelle ed allora le famiglie si uniscono e comprano all'ingrosso i prodotti di uso comune. Verso la costituzione di gruppi di acquisto solidale, "La spesa si può fare insieme".

Matera- Le famiglie si incontrano, fanno la lista di ciò che serve, si dividono i compiti e provvedono alla spesa.
In alcune città è una consuetudine oramai acquisita, imposta dai prezzi vertiginosi a cui purtroppo siamo sottoposti. Ognuno ha il suo incarico: c'è chi si occupa di comprare i detersivi, chi la pasta, chi la frutta e la verdura, e così altri articoli di genere diverso.
Anche a Matera potrebbero avviarsi iniziative di questo tipo, con un obiettivo prioritario: risparmiare. Si chiama «Gas» (la sigla dei «Gruppi di acquisto solidale») il nuovo modo di fare la spesa, e potrebbe decollare anche da noi.
Il Gas è costituito da persone che decidono di mettersi per acquistare all'ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da redistribuire poi tra di loro.
Il nucleo di consumatori diventa «solidale» nel momento in cui adotta il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti.
Una solidarietà che, ad esempio, parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che diventano fornitori del Gas, o si concretizza con il rispetto dell'ambiente, dei territori e delle popolazioni del Sud del mondo.
Insomma, in questi termini un consumo diventa «critico» e «ragionato», sempre nell'ottica del risparmio.
Per un Gas sono dunque importanti anche i criteri per la scelta dei prodotti. «Si cercano infatti i piccoli produttori locali per avere la possibilità di conoscerli direttamente - indica il decalogo dei gruppi - e per ridurre l'inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto (che significa anche minori spese per tutti). Si cercano prodotti biologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro. I gruppi di acquisto sono collegati tra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni».
Sino ad oggi, in Italia, ci sono un centinaio di Gas operanti.
A Matera, è Cittadinanzattiva a promuovere questa iniziativa. «L'organizzazione dei Gas - dice Angelo Bianchi, coordinatore dell'associazione - potrebbe anche prevedere la nascita di cooperative i cui aderenti verrebbero preparati al funzionamento dei gruppi di acquisto sulle diverse operazioni (acquisti di merce, distribuzione ed altro ancora), che dovrebbero consentire un risparmio per i consumatori (raggruppati per condomini, vicinati, quartieri) e ad un tempo rappresentare una occasione di creazione di risorse economiche determinate da piccole percentuali applicabili sui prezzi più ridotti delle derrate, che si potrebbero conseguire proprio dagli acquisti collettivi. In questi termini, vi sarebbe l'incontro dell'interesse dei consumatori e quello di coloro i quali sarebbero impegnati in percorsi di inclusione sociale e lavorativa. L'organizzazione in cooperativa di questi ultimi potrebbe riguardare anche altre opportunità di inclusione lavorativa verso altre direzioni. Si pensi, tra l'altro, alla gestione di strutture ricettive ove i proprietari di immobili non fossero nelle condizioni di metterle in atto. Queste sono solo indicazioni generali, che andrebbero approfondite per delineare percorsi di inclusione sociale e lavorativa, che consentano in prospettiva di individuare dignitosi sbocchi di autoimpiego. Cittadinanzattiva si dichiara al riguardo disponibile al confronto con gli uffici comunali preposti, come associazione civica di operatori volontari».

La richiesta è stata già avanzata al Comune, ed in particolare all'assessorato alle Politiche sociali, che dovrebbe poi attivare le procedure di competenza previste dalla legge regionale 19 gennaio 2003 n.3 sulla promozione della cittadinanza solidale.
Il Gas va dunque collocato in quello che viene definito «ciclo corto» (in agricoltura si parla da un po' di tempo proprio di filiera corta) per un consumo attento ai bisogni reali e non succube dei bisogni indotti dalle politiche di marketing. Il ciclo corto agricoltore-cittadino, ad esempio, consente un mutuo vantaggio tra le parti, prevedendo l'eliminazione di diversi passaggi di distribuzione e relativi costi.
Si effettua così un risparmio consistente che viene distribuito con equità tra i cittadini, nella forma di risparmio concreto, ed il contadino come quota di reddito aggiuntivo a riconoscimento della qualità complessiva del suo lavoro e del suo prodotto.
Naturalmente, l'esclusione di intermediari determina un prezzo accessibile a tutti.


[Fonte: www.greenplanet.net - Gazzetta del Mezzogiorno - 12/04/2005]


Pubblicato da andreas il 21/04/2005
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